Il progetto intende studiare le implicazioni della sempre più forte transizione digitale sulla produzione materiale, focalizzando l’attenzione sul rapporto “nuovo” che si instaura tra immateriale e materiale (o tra virtuale e reale per usare la declinazione semantica riferibile al filosofo Pierre Lévy) all’interno di contesti ad alta sperimentazione e innovazione. Un contesto esemplare in tal senso è costituito dalla scienza e tecnologia dei materiali ceramici, in relazione all’avvento dell’Additive Manufacturing (AM). L’AM implica un ripensamento della progettualità nei confronti dei materiali che sottende una svolta culturale e di approccio a 360°, per coniugare in modo sinergico e non antitetico la base materiale e i processi immateriali della digitalizzazione.
La trasformazione, oggetto dell’analisi, ha implicazioni nella ricerca sperimentale, nella produzione artigianale e industriale (la ceramica è in tal senso paradigmatica di un connubio nuovo tra artigianalità e digitalizzazione), nel modo di formare le competenze adatte a gestire la trasformazione stessa. Da ultimo, questa trasformazione spinge a considerare nuovamente centrale la materialità, una materialità trasformata dalla “lingua” digitale che ne determina caratteristiche nuove. La linea di ricerca intende dunque studiare la digitalizzazione considerando la base materiale (della vita, delle relazioni, della creatività) che il digitale sta trasformando.