La prima idea: produrre un OGGETTO
L’Atlante
Il progetto prevede lo sviluppo di un web tool dei luoghi della psichiatria infantile nell’area regionale. Il sito si presenta come mappa ipertestuale e dinamica che permette di essere esplorato nel tempo e a più scale di dettaglio, per fare emergere relazioni fra luoghi, personaggi e istituzioni coinvolte.
Il progetto serve alla ricerca storica e a innescare azioni sul futuro, stabilendo un ponte tra lavoro sociale e culturale.
l’ipotesi di lavoro è che il risultato del progetto porti alla definizione di una piattaforma di dati per:
i) la formazione di medici, operatori sociali e culturali;
ii) fornire argomenti e strumenti utili alla programmazione futura in salute mentale;
iii) mettere in scena i processi di deistituzionalizzazione per scoprire i legami tra approccio storico e sociale e le esigenze attuali di programmazione presente dei Servizi di Salute Mentale. L’obiettivo finale è che la piattaforma “Villa Azzurra” possa servire da stimolo alle politiche sanitarie e alla valutazione degli effetti indotti.
La neuropsichiatria infantile (NPI) oggi soffre di una grave carenza di risorse umane e strumentali. Il problema è aumentato con il Covid e oggi ci sono di nuovo ragazzi legati ai letti. In Piemonte è stata smantellata la rete dell’offerta di cura. Esiste però la coscienza che si è smantellato troppo.
Soprattutto per i disturbi psichiatrici in adolescenza, il ricovero non trova la possibilità di realizzarsi nel luogo clinico opportuno, sempre più frequentemente svolgendosi in SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura).
L’obiettivo (1): produrre delle mappe nel tempo della rete dei luoghi di cura della NPI servirebbe a riconoscere le aree sguarnite, a verificare le strutture esistenti e a collegarle ai Centri operativi territoriali e alle Case della Salute. La mappa servirebbe a far emergere il problema e a potenziare l’offerta sia in termini quantitativi che qualitativi. La mappa, essendo diacronica, possiede anche una funzione di valorizzazione storico culturale: può diventare una sorta di museo della liberazione dalle “istituzioni totali”. Alcuni poli della mappa – le sedi degli ospedali psichiatrici – potrebbero essere esplorabili virtualmente (con video, montaggi fotografici, esplorazioni guidate in 3d).
L’obiettivo (2): creare uno strumento nuovo che non si sostituisca alle attività ordinarie di monitoraggio svolte dall’amministrazione pubblica, ma che fornisca un valore aggiunto in termini di conoscenza quantitativa del fenomeno e di valutazione qualitativa del servizio. Il tutto privilegiando un’ottica territoriale.
L’utente finale delle mappe è il cittadino che deve conoscere e partecipare, ma anche il politico che deve programmare. I ricercatori che si occupano del settore sanitario devono poter avere un’idea chiara e esaustiva dell’apparato di NPI insieme ai professionisti che vi lavorano ogni giorno.
In definitiva si vorrebbe riprendere il concetto di programmazione e collegarlo al tema dei luoghi di cura.
Quali sono oggi i luoghi di cura? Che cosa c’è oltre l’ospedale? I luoghi sul territorio presenti al momento sono sufficienti dal punto di vista quantitativo e qualitativo?
L’idea è di costruire uno strumento innovativo che possa essere di sostegno alle politiche della amministrazione regionale: sensibilizzazione.
