Con il rapido avanzare del settore dell’IA e l’aumentare degli ambiti della sua applicazione, la scuola si trova di fronte a due opzioni: restringersi difendendo le forme tradizionali di apprendimento e assumere un ruolo di controllo “poliziesco” sugli strumenti adottati dagli strumenti, oppure abbracciare la sfida tecnologica e riconsiderare la propria missione educativa.

Il progetto ha visto coinvolti cinque istituti torinesi di primo e secondo grado, per un totale di 220 alunni e 25 insegnanti, in 16 ore di laboratorio sperimentale per valutare le opportunità e le sfide di una possibile integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella didattica. Il progetto, di natura interdisciplinare, è nato da una collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino, con il supporto del Centro di Ricerca Scienza Nuova.

Nell’odissea, ai canti della Divina Commedia, all’esplorazione di personaggi storici, alla riflessione su tematiche di attualità come l’aborto, il cyberbullismo e il cambiamento climatico, gli studenti/esse hanno sperimentato un nuovo approccio alla didattica. Lo studio frontale e mnemonico è stato sostituito da un approccio innovativo che ha coinvolto gli studenti e le studentesse nella creazione di artefatti unici utilizzando strumenti di intelligenza artificiale. Il percorso svolto, caratterizzato da successi e insuccessi, ha inoltre favorito lo sviluppo di competenze trasversali nell’analisi critica e nell’uso responsabile delle tecnologie emergenti.